Devozione

 

La devozione verso la Vergine Maria assume connotazioni sue proprie con la fondazione degli ordini mendicanti quali i Domenicani e i Francescani, a cui fu successivamente affidata la nostra chiesa. Costruita dai Padri Predicatori di San Domenico, la chiesa ebbe in origine il titolo di "Chiesa della Pietà" poi sostituito, quasi fatalmente oseremmo dire, da quello di "Chiesa del Rosario". Il Rosario, come è noto, è una forma di devozione e di preghiera diffusa in origine dai Domenicani, e poi divenuta di uso universale e ben gradita a Nostra Signora, se dobbiamo crederne le numerose apparizioni e rivelazioni private.

l pic007 Alla Madonna del Rosario è ancora dedicata una delle cappelle della chiesa, la quinta di destra, con una riproduzione del notissimo dipinto con la Vergine, san Domenico e santa Caterina da Siena. E’ l'unico altare rimasto della precedente chiesa domenicana. Qui certamente, prima che i secoli ne modificassero l'aspetto con la decorazione barocca e il dipinto moderno, sostò in preghiera il giovanissimo Michele Ghislieri, futuro papa e santo.
Col passaggio dell'edificio in mani francescane, la devozione verso la Vergine non poteva certo diminuire. Sappiamo quanto posto avesse Nostra Signora nella spiritualità di san Francesco e dei suoi successori. Alla "chiesa dei frati" continuarono ad affluire folle di fedeli, in cerca di aiuto spirituale e materiale, e soprattutto di "grazie". All'epoca in cui i Frati Minori subentrarono ai Domenicani dopo le soppressioni napoleoniche (1819), il titolo di "Santa Maria delle Grazie" in Voghera apparteneva a un altro convento, oggi scomparso. Solo dopo altre dolorose vicende di sfratti e di ritorni, i francescani rientrarono definitivamente in possesso della chiesa "del Rosario", la dedicarono a "Santa Maria delle Grazie" (1° luglio 1927).
L'immagine della Madonna, che nei secoli ha raccolto tante preghiere e tante lacrime dei vogheresi (e non solo), è posta in una edicola nell'abside, dietro l'altar maggiore. Si tratta di un affresco di difficile attribuzione che, se dobbiamo credere alle testimonianze, risale almeno all'ultimo Quattrocento (ovviamente con molti ritocchi successivi). Si trovava, già veneratissima, nell'altra chiesa francescana di San Michele in Albofassio, sconsacrata nell'Ottocento e destinata alla distruzione: ma al primo colpo di piccone il muratore cadde morto e nessuno osò proseguire. La "Madonna delle Grazie" continuò ad essere oggetto di culto privato, ma rischiò di nuovo la distruzione nel 1876, per far posto al manicomio. Fu salvata dalle suppliche di una devota e spostata nel convento dei frati di via Emilia (anch'esso oggi scomparso). L'immagine trovò pace, come si è detto, nel 1927, dando il titolo all'attuale Santuario. l pic008
La Vergine è raffigurata in trono, col Bambino sul ginocchio destro, vestita di rosso con manto azzurro stellato, particolare che ha indotto qualcuno ad accostarla all'immagine miracolosa di Guadalupe, soprattutto considerando la somiglianza con un'altra Madonna (dello stesso autore?) posta nel Duomo di Voghera. Ancor oggi i molti prodigi attribuitile giustificano il titolo di Madonna delle Grazie, così come per la statua processionale, di autore ed epoca incerti, situata in una delle cappelle di destra e molto venerata dai fedeli.
l pic010  l pic011  Egualmente sentita nel popolo vogherese la devozione ai santi, beati e venerabili francescani titolari delle varie cappelle: San Francesco, Sant'Antonio, Santa Chiara, a cui di recente si sono aggiunti San Pio da Pietrelcina, San Luigi Orione, San Giovanni XXIII, San Giovanni Paolo II, padre Giacomo Viale, ricordàti con statue e dipinti in una cappella laterale di destra, molto frequentata dai fedeli. In data 27 aprile 2014, giorno della Canonizzazione di Papa Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, durante una solenne cerimonia il pittore Giuseppe Frascaroli ha donato al Santuario i dipinti raffiguranti i due nuovi santi.