Storia

 

La vicenda della chiesa oggi dedicata a Santa Maria delle Grazie ha origini lontane. Già nel 1409 una ricca vedova vogherese, Fiorina di Giovanni Accorsio, offrì una donazione ai Domenicani perché costruissero in città un convento dell'Ordine. Per il nuovo insediamento si scelse un'area a nord-ovest della città, lungo la strada detta della Rossella e più tardi Corso Genova (oggi via Fratelli Rosselli), sul luogo di un antico monastero benedettino allora abbandonato o scomparso.

l pic014 Personaggio chiave di questa iniziativa fu l'allora superiore generale dei Domenicani, Vincenzo Bandello, zio del celebre novellista Matteo e già priore a Milano in Santa Maria delle Grazie mentre Leonardo vi dipingeva il "Cenacolo". La costruzione dei nuovi edifici si colloca tra il 1492 e il 1505. La nuova chiesa ebbe un orientamento singolare, con la facciata rivolta a nord-est anziche ad ovest com’era d'uso all'epoca, secondo un simbolismo liturgico ben radicato; la spiegazione di questo singolare fenomeno sta probabilmente nel riutilizzo dei resti del monastero benedettino, allineato alla via di grande comunicazione in cui verosimilmente offriva ospitalità ai viandanti.
La chiesa domenicana vogherese fu consacrata nel 1511 e dedicata a "Santa Maria della Pietà", più tardi "del Rosario". Divenne "Santa Maria delle Grazie” quando vi giunsero i Francescani, che provenivano da un convento di uguale denominazione.

Qui si fece frate Michele Antonio Ghislieri, il futuro San Pio V, entrato in convento a quattordici anni, nel 1518.

La storia della chiesa e del convento continuò abbastanza tranquilla per secoli, fino all'epoca delle soppressioni napoleoniche. Nel 1802, in nome della "Libertà, Fraternità e Uguaglianza", i frati furono scacciati e gli edifici religiosi lungo la Rossella furono venduti all'asta. La chiesa fu trasformata in magazzino e fienile e il convento in caserma. Nel 1805 il convento fu destinato ad ospedale. I Domenicani, sfrattati, non vi ritorneranno più.

Nel 1819, con il beneplacito del re Carlo Felice di Savoia, chiesa e convento sono affidati ai Francescani della provincia piemontese di San Diego, a cui subentreranno molto più tardi (1946) quelli della Provincia Ligure. La loro presenza conosce vicende di soppressioni, ritorni, trasferimenti più o meno provvisori in altre sedi. Nemmeno ai Frati Minori, infatti, fu dato di occupare in pace la chiesa e il convento della Rossella. Nel 1849 gli edifici sacri sono in mano militare. Nel 1856, allontanati i frati, il convento fu adibito ad asilo infantile.

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 l pic015 Da sempre la presenza francescana in Voghera aveva conosciuto varie e complesse vicende. La leggenda attribuisce il primo insediamento francescano allo stesso san Francesco, che sarebbe passato da Voghera in epoca imprecisata: un convento detto "di San Francesco Vecchio" pare esistesse nel 1273. I frati occuparono poi altri edifici in città, per approdare infine, ma non senza dolorose vicissitudini, all‘attuale sede, che fu definitivamente restituita ai Francescani nel 1926, settimo centenario della morte di san Francesco. Il 1° luglio 1927, con una memorabile, solenne cerimonia - si parla di trentamila presenti - i Frati Minori riconsacrarono l'altare e ridedicarono la chiesa, che da allora si chiamò "Santa Maria delle Grazie", trasferendovi la Venerata immagine della Madonna, incoronata in Duomo nel 1926.

Diversi interventi di restauro si sono succeduti lungo i secoli, a modificare o tentar di ripristinare l'aspetto della monumentale costruzione, alterato a più riprese da usi profani. Al rientro dei frati, nel 1926, prese il via il piano di radicale restauro dell'ingegner Cattaneo. Furono sostituite le parti danneggiate della muratura, rifatti gli intonaci e i fregi ottocenteschi delle arcate, restaurato il portale, costruito il Campanile. Una nuova serie di interventi, dal 1989, condusse all'attuale sistemazione dell'area presbiteriale, su progetto dell'artista francescano padre Costantino Ruggeri. Dal 2004 si è dato il via ad altri interventi di restauro: rifacimento del tetto, del soffitto e della navata della chiesa; ripristino della facciata; attenti restauri dell'organo e delle opere d'arte conservate all'interno.

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