Arte

La chiesa è un bell'esempio di gotico quattrocentesco. E‘ orientata a nord-est, diversamente dalla consuetudine liturgica. E’ visibile il lato sinistro col campanile; il destro poggia su chiostro e convento.

La facciata è tripartita, con due monofore, un grande oculo centrale e due laterali. Il portale, forse di riporto, è di stile più tardo; ha un timpano triangolare, con le insegne dell'Ordine Francescano e un'iscrizione latina: "Questa è la porta della casa del Signore saldamente edificata e fondata sopra salda pietra. 1523, 20 aprile".

L'interno è a tre navate, la centrale molto ampia, le laterali con sette cappelle ciascuna: quindici contando il presbiterio, in onore dei misteri del rosario. Il soffitto sorretto da arcate, è in travi a vista, secondo lo stile domenicano e francescano.

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ARCO TRIONFALE

Affrescato da Cesare Secchi nel 1941. In alto, uno dei gioielli della chiesa: il grande crocifisso ligneo di Baldino da Surso (sec. XV), restaurato nel 2012.

l pic034 In basso a destra dell'affresco dell'arco trionfale, ceramica moderna di A. Biancini, "San Francesco che predica agli uccelli".
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ABSIDE

La venerata immagine della Madonna delle Grazie, di anonimo rinascimentale.

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PRESBITERIO

Nella volta del presbiterio, i restauri hanno messo in luce importanti affreschi quattro-cinquecenteschi raffiguranti santi e beati domenicani. Affreschi alle pareti di Cesare Secchi.

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ALTARE MAGGIORE

Di P. Costantino Ruggeri. La massiccia scultura in granito evoca simboli eucaristici: il pane spezzato, l'uva, la lucerna.

 

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TABERNACOLO

Nella cappella del Santissimo, adiacente all'altare maggiore. Anche questo è opera di P. Costantino Ruggeri.

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CORO

Stalli lignei del 1820. Stucchi della volta, con medaglioni e cornici racchiudenti figure di santi e "titoli" della Vergine.

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CONTROFACCIATA

Il grandioso organo di Giuseppe Gandini di Varese (1927), con millesettecento canne e venticinque registri. Restaurato di recente.

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SACRESTIA

Recava tracce dell'antica decorazione benedettina, oggi non più visibili. Il soffitto con piccole volte a vela risale al cinquecento. Gli arredi sono moderni. Vi è collocato un altro prezioso crocifisso recentemente restaurato, quattrocentesco.

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CHIOSTRO

Vi si accede dalla sacrestia o dalla navata destra. Forse dell'originario monastero le colonne in pietra, riemerse nel 1973.

 
NAVATA DI SINISTRA
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III CAPPELLA, DEDICATA A SANT'ANTONIO

Statua in cartapesta. Forse settecentesca, di scuola siciliana, restaurata di recente.

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IV CAPPELLA, DEDICATA ALLE ANIME DEL PURGATORIO

Un dipinto moderno dell'artista Alessandro Abate adorna un semplice altare.

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V CAPPELLA, DEDICATA AL SACRO CUORE

Proveniente dalla Val Gardena, una statua moderna del Sacro Cuore del 1931.

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VI CAPPELLA, DEDICATA A SANTA CHIARA

La pala del pittore contemporaneo Bruno Scarampi (1994) è incastonata in un prezioso altare di marmo.

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VII CAPPELLA

Notevole crocifisso ascrivibile al secolo XVI, di recente restauro.

 
NAVATA DI DESTRA
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II CAPPELLA, DEDICATA A SANTI E BEATI DELLA NOSTRA EPOCA

Sono qui posizionati una venerata statua di San Pio da Pietrelcina, San Luigi Orione, padre Giacomo Viale (il "fratino" di Bordighera) e due splendidi dipinti del pittore Giuseppe Frascaroli raffiguranti San Giovanni XXIII e San Giovanni Paolo II.

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III CAPPELLA, DEDICATA ALLA MADONNA DELLE GRAZIE

La venerata statua processionale della Madonna, di epoca incerta, ispirata all'affresco dell'abside.

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IV CAPPELLA, DEDICATA A SAN FRANCESCO

La pala, attribuita a P. Vezzetti (XX secolo), raffigura San Francesco in gloria con i santi Luigi, Elisabetta d'Ungheria e Margherita da Cortona, patroni del Terz'Ordine Francescano.

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V CAPPELLA, DEDICATA ALLA MADONNA DEL ROSARIO

Unico altare rimasto della primitiva chiesa domenicana, è dedicato alla Madonna del Rosario. E‘ notevole per la sontuosa decorazione barocca. In alto, in un'edicola lignea, preziosa statua cinquecentesca raffigurante san Domenico.